Rapporto Ryanair-sindacati: le prospettive per il nuovo anno dopo la svolta dello scorso dicembre

La lotta tra Ryanair e sindacati è stata lunga e non senza colpi di scena. Negli ultimi mesi del 2017 le proteste dei piloti si sono inasprite in maniera consistente. Tanti i passeggeri rimasti in aeroporto a causa delle cancellazioni dei voli, numerosi anche i disagi dati dai costanti ritardi nelle partenze.

Perché in trentadue anni di attività la Ryanair non aveva mai riconosciuto il ruolo dei sindacati?

Ryanair sindacati: le pessime condizioni contrattuali

È dello scorso 16 dicembre la notizia della resa tra i vertici della compagnia a basso costo irlandese e i sindacati dei piloti. Sin dallo scorso settembre la dura protesta dei dipendenti ha costretto il management dell’azienda ad attivarsi per trovare un compromesso. In più di trent’anni non era mai accaduto che un sindacato avesse potuto metter lingua nel rapporto tra compagnia e lavoratori. Il rifiuto di accettare proposte dalle parti sociali era stato fino a un mese fa uno dei fondamenti del modello aziendale.

Sono rinomate, infatti, le particolari condizioni lavorative a cui i piloti e il personale di bordo sono stati sottoposti nel corso degli anni. Pochissime ore di riposo tra un volo e l’altro e condizioni contrattuali non sempre accettabili. Nel corso di questi tre decenni, insomma, molte sono state le lamentele di chi ogni giorni ci permette di fare viaggi anche molto lunghi spendendo poco.

Lo scorso 20 settembre in un pezzo dell’Adnkronos un ex dipendente della compagnia dublinese raccontava le motivazioni delle sue dimissioni: «Purtroppo i contratti che disciplinano le condizioni di lavoro di Ryanair sono piuttosto pessimi. Tutte le compagnie che operano in Italia, pur non essendo italiane rispettano i contratti di lavoro con le retribuzioni previste, ma Ryanair non lo fa».

Le condizioni di lavoro negative si riferiscono all’impossibilità di prendere ferie, alle malattie non retribuite e all’assenza di assicurazioni sanitarie. Tutte caratteristiche che fanno ben comprendere le radicali proteste dei lavoratori.

Ryanair sindacati: l’annuncio di una svolta epocale

Le minacce dei piloti durante il periodo natalizio hanno convinto l’azienda a voltar pagina. Sicuramente la battaglia che ha condotto alle dichiarazioni dell’AD Michael O’Leary questa volta è stata vinta dai sindacati. Per scongiurare la possibilità di scioperi durante le vacanze di Natale e di Capodanno che avrebbero creato enormi disagi e fatto perdere fatturato alla compagnia, O’Leary ha annunciato la nuova apertura dell’azienda irlandese alle trattative.

«Riconoscere i sindacati sarà un cambiamento notevole per Ryanair, ma ultimamente abbiamo già apportato modifiche radicali con il lancio di Ryanair Labs e il miglioramento del nostro programma clienti di grande successo Always Getting Better nel 2013. Portare in primo piano le necessità della nostra clientela ed evitare sospensioni ai loro voli di Natale è la ragione per cui ora tratteremo con i nostri piloti attraverso le strutture sindacali nazionali riconosciute »

Ryanair sindacati: cosa succederà nel nuovo anno?

Dalle dichiarazioni di O’Leary, il 2018 sarà l’anno in cui le trattative saranno messe nero su bianco. La Compagnia ha finalmente riconosciuto l’importanza di un dialogo costruttivo con la sua forza lavoro al fine di migliorare la qualità del lavoro stesso e l’esperienza dei clienti.

Anche sul fronte italiano le reazioni del Governo nei confronti della Ryanair sono state molto determinate, il Ministro del MISE Carlo Calenda ha dichiarato: « Non è una concessione. È il minimo sindacale e non basta».