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	<title>CAF | Cislalto Friuli</title>
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		<title>NASpI 2018: cosa c’è da sapere sulla nuova assicurazione sociale per l’impiego</title>
		<link>https://www.cislaltofriuli.it/naspi-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AMP]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 09:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai perso il lavoro e vuoi sapere quali sono tutte le novità previste per la NASpI nel 2018, questo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai perso il lavoro e vuoi sapere quali sono tutte le novità previste per la <strong>NASpI nel 2018</strong>, questo è il post giusto da leggere!</p>
<p>NASpI è l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego e si riferisce a un’indennità mensile che viene data dall’INPS a tutti quelli che rientrano nei parametri per l’ottenimento di un assegno di disoccupazione.</p>
<p>La NASpI è stata istituita dall’art.1 del D.Lgs del 4/03/2015 n.22 e ha avuto valenza a partire dall’1/5/2015. La nuova indennità è andata a sostituire le precedenti ASpI e MiniASpI e viene erogata solo se richiesta.</p>
<h2><strong>Naspi 2018: a chi spetta?</strong></h2>
<p>Anche per il 2018 l’assicurazione sociale spetta a tutti coloro che hanno perso il lavoro involontariamente. Tra questi ci sono anche:</p>
<ul>
<li>dipendenti con contratto determinato delle P.A.;</li>
<li>dipendenti con contratto di apprendistato professionalizzante;</li>
<li>artisti con contratto di lavoro subordinato;</li>
<li>soci di cooperative con contratto subordinato.</li>
</ul>
<p>Chi non ha diritto all’indennità:</p>
<ul>
<li>operai agricoli sia con contratto determinato sia indeterminato;</li>
<li>dipendenti delle P.A. con contratto a tempo indeterminato;</li>
<li>coloro che hanno maturato i requisiti di pensionamento;</li>
<li>lavoratori extracomunitari possedenti un permesso di soggiorno per lavoro stagionale;</li>
<li>lavoratori che percepiscono un assegno di invalidità (in questo caso essi possono optare o solo per l’assegno di invalidità o solo per la disoccupazione).</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui anche tu rientri tra coloro ai quali spetta la NASpI, dovrai assicurarti di avere almeno 30 giorni di lavoro nell’anno che precede il periodo di disoccupazione. Non conta la durata oraria (part-time o full-time), ma le giornate di effettivo lavoro.</p>
<p>Esistono tuttavia alcuni eventi che in caso si verifichino nei dodici mesi che precedono la disoccupazione, determinano l’allargamento del periodo all’interno del quale vanno ricercate le 30 giornate effettive. Tali eventi sono riportati in maniera dettagliata sul sito dell’INPS.</p>
<h2><strong>Naspi 2018: come fare domanda</strong></h2>
<p>La domanda può essere presentata a partire dall’ottavo giorno dalla data di fine contratto.</p>
<p>Per richiedere la NASpI le vie possono essere molteplici. In genere è possibile rivolgersi a un patronato oppure presentare la domanda direttamente sul sito dell’INPS. Attenzione! Per poter fare la richiesta per via telematica è necessario richiedere la password per accedere all’area personale MyInps.</p>
<p>Se volete agire tramite patronato ricordate di presentare i seguenti documenti:</p>
<ul>
<li>fotocopie delle ultime due buste paga;</li>
<li>modulo apposito da richiedere al Caf o al patronato;</li>
<li>fotocopia documento d’identità;</li>
<li>fotocopia codice fiscale;</li>
<li>fotocopia del documento che attesta la risoluzione del contratto di lavoro.</li>
</ul>
<p>La domanda per la richiesta di disoccupazione deve essere inviata per via telematica all’INPS entro 68 giorni dalla data di fine lavoro.</p>
<p>Una volta che decidi di richiedere l’indennità NASpI, ricorda che è obbligatoria l’iscrizione a un Centro per l’Impiego. Prima di presentare la domanda, assicurati di essere regolarmente iscritto presso quello più vicino a casa tua.</p>
<h2><strong>Come stoppare la NASpI</strong></h2>
<p>Se trovi lavoro e stai ricevendo ancora l’assegno di disoccupazione, ricorda che dovrai richiedere in maniera diretta lo stop all’erogazione del contributo. Potrai inoltrare questa richiesta sia tramite un patronato/Caf oppure direttamente online.</p>
<p>Se perdi nuovamente il lavoro, ma non sono trascorsi ancora 6 mesi dall’ultimo bonifico NASpI, potrai chiedere all’INPS di riprendere l’erogazione senza fare una nuova richiesta completa. In caso di superamento dei sei mesi, sarà necessario ripetere la procedura d’accapo presentando i nuovi documenti.</p>The post <a href="https://www.cislaltofriuli.it/naspi-2018/">NASpI 2018: cosa c’è da sapere sulla nuova assicurazione sociale per l’impiego</a> first appeared on <a href="https://www.cislaltofriuli.it">Cislalto Friuli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contratto indeterminato 2018: tutte le novità in arrivo nel nuovo anno</title>
		<link>https://www.cislaltofriuli.it/contratto-indeterminato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AMP]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 09:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri tutte le news sul contratto indeterminato 2018. L’attuale contratto a tempo indeterminato è nato dalle ceneri del vecchio contratto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scopri tutte le news sul <strong>contratto indeterminato 2018</strong>.</p>
<p>L’attuale contratto a tempo indeterminato è nato dalle ceneri del vecchio contratto senza scadenza. La nuova tipologia contrattuale è stata introdotta con la Riforma del Lavoro (il famoso Jobs Act del passato Governo Renzi) e ha acquisito validità a partire dal 7 marzo del 2015.</p>
<p>Con il Jobs Act sono stati eliminati ben 40 tipi di contratto (ad esempio i co.co.pro.) ed è stata inserita la possibilità da parte dei dipendenti di avere il TFR (trattamento di fine rapporto) in busta paga.</p>
<h2><strong>Contratto indeterminato 2018: opinioni discordanti </strong></h2>
<p>La Legge di Stabilità del 2015 ha stabilito la creazione di un contratto a tempo indeterminato definito “a tutele crescenti”. Questa tipologia contrattuale, secondo l’ex premier Renzi, avrebbe dovuto assicurare benefici sia per il datore di lavoro sia per i lavoratori.</p>
<p>Su quest’ultimo punto non sono stati però d’accordo i sindacati e l’opinione pubblica che hanno espresso numerose critiche. Le considerazioni negative sono nate dal fatto che analizzando bene le caratteristiche di questi contratti, pare che a essere favorite siano solamente le aziende.</p>
<p>A tal proposito, particolare è stata anche la dichiarazione fatta da Renzi stesso nel suo libro “Avanti”:</p>
<p><em>«Il Jobs Act non è la soluzione a tutti i problemi ma garantisce più diritti e più semplicità. Anche una maggiore semplicità di licenziamento per l’imprenditore, è vero, che però si traduce in una maggiore libertà di assunzione».</em></p>
<h2><strong>Contratto indeterminato 2018: come funziona?</strong></h2>
<p>Il contratto a tutele crescenti ha le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li>per agevolare i datori di lavoro ad assumere, il contratto assicura una consistente agevolazione fiscale per i primi tre anni del rapporto lavorativo;</li>
<li>a differenza del vecchio indeterminato, il datore di lavoro può licenziare un dipendente con più facilità.</li>
</ul>
<p>Allora cosa cambia in caso di licenziamento? Vediamo le varie ipotesi:</p>
<ul>
<li><strong>licenziamenti discriminatori, nulli o intimati in forma orale</strong> (art. 2 del D.lgs. 23/2015). C’è la possibilità di reintegro e risarcimento danni nel caso in cui l’illegittimità del licenziamento sia grave (ad esempio quando una donna si sposa e c’è la possibilità che un giorno possa diventare madre), nel caso in cui il licenziamento sia intimato oralmente e quando il giudice stabilisce giustificazioni carenti da parte del datore di lavoro.</li>
<li><strong>Licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo e per giusta causa (art. 3 del D.lgs. 23/2015)</strong>. In questi casi è previsto, in assenza di legittimità, un indennizzo economico legato al totale degli anni di servizio. L’indennità che dovrà essere pagata dall’impresa non è soggetta a contribuzione previdenziale. Il TFR si calcola moltiplicando due mensilità (l’importo è dell’ultima utile) per ogni anno di servizio (non meno di 4 e non più di 24 mesi).</li>
</ul>
<h2><strong>Contratto indeterminato agevolazioni</strong></h2>
<p>Nel 2018 le agevolazioni per i contratti a tutela crescente possono essere richieste dalle aziende che assumono lavoratori under 35 nella misura del 50% dei contributi previdenziali a carico dell’impresa. L’importo massimo è di 3.000 euro annui per un periodo massimo di 36 mesi (commi da 100 a 108 e 893 della legge n. 205/2017). L’esonero contributivo è totale sia per il fattore età, sia se le aziende assumono personale residente nelle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.</p>
<h3><strong>Dati 2017</strong></h3>
<p>Dai bilanci dell’anno appena passato è emerso che il numero dei contratti a tempo indeterminato è cresciuto in particolare nelle regioni del Nord, al Centro e al Sud, invece, hanno avuto la meglio le assunzioni a tempo determinato.</p>The post <a href="https://www.cislaltofriuli.it/contratto-indeterminato/">Contratto indeterminato 2018: tutte le novità in arrivo nel nuovo anno</a> first appeared on <a href="https://www.cislaltofriuli.it">Cislalto Friuli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caf si paga? Breve guida ai servizi e ai costi dei centri di assistenza fiscale italiani</title>
		<link>https://www.cislaltofriuli.it/caf-si-paga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AMP]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 09:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi sapere se il Caf si paga o no? In questo articolo faremo chiarezza sul ruolo e i servizi offerti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vuoi sapere se il <strong>Caf si paga</strong> o no? In questo articolo faremo chiarezza sul ruolo e i servizi offerti da queste organizzazioni. Quando hai bisogno di risolvere un problema fiscale o semplicemente fare la dichiarazione dei redditi è bene informarsi bene sul da farsi!</p>
<h2><strong>Caf si paga: cos’è un centro di assistenza fiscale?</strong></h2>
<p>I centri di assistenza fiscale (acronimo CAF) sono organizzazioni tipicamente italiane (nate dalla legge del 30 dicembre 1991, n. 413) presso le quali dipendenti e datori di lavoro si recano per ricevere assistenza fiscale.</p>
<p>Ogni CAF deve essere iscritto all’albo nazionale del Ministero delle Finanze. Come abbiamo detto, sia i lavoratori sia le imprese possono chiedere supporto fiscale presso questi centri, per cui avremo una duplice suddivisione:</p>
<ul>
<li>centri di assistenza fiscale per lavoratori;</li>
<li>centri di assistenza fiscale per aziende.</li>
</ul>
<p>Il servizio di assistenza fiscale non è limitato solo agli attuali lavoratori, ma anche ai pensionati.</p>
<h2><strong>Caf si paga? Servizi e prestazioni</strong></h2>
<p>Puoi rivolgerti a un centro di assistenza fiscale non solo per la compilazione della dichiarazione dei redditi, ma anche per ottenere altre informazioni e servizi. Di seguito stenderemo un elenco delle prestazioni maggiormente richieste presso i Caf.</p>
<ul>
<li>Dichiarazioni tributarie: al Caf potrai ottenere tutte le informazioni di cui hai bisogno riguardo alla dichiarazione dei redditi e potrai procedere con l’elaborazione e la trasmissione dei modelli (730, UNICO, ICI).</li>
<li>Dichiarazioni per prestazioni assistenziali Inps ICCRI ICLAV.</li>
<li>Verifiche di vario genere di quanto dichiarato al fisco.</li>
<li>Redazione scritture contabili.</li>
<li>Modello ISEE (indicatore situazione economica).</li>
<li>Modello RED (per la dichiarazione dei redditi dei cittadini pensionati).</li>
<li>Richiesta informazioni su agevolazioni fiscali di varia natura (social card, bonus energia, bonus gas ecc.).</li>
<li>Informazioni su tipologie di contratti in vigore.</li>
<li>Informazioni su condizioni contrattuali.</li>
<li>Richiesta disoccupazione (ad esempio Naspi).</li>
<li>Comunicazione di interruzione stato di disoccupazione.</li>
<li>Richiesta pensione.</li>
<li>Assistenza pagamento TASI e IMU.</li>
<li>Supporto alla compilazione dell’EAS per Enti e Associazioni.</li>
<li>Consulenza su contratti di locazione</li>
<li>Cartelle esattoriali.</li>
<li>Altre tipologie di servizi.</li>
</ul>
<h2><strong>Caf pagamento: quali servizi sono gratuiti e quali no?</strong></h2>
<p>Innanzitutto vogliamo sottolineare il fatto che non tutte le attività del Caf sono gratis. Esistono, infatti, prestazioni a pagamento che, tuttavia, risultano davvero molto economiche. Prima di avviare qualsiasi pratica, non esitare a chiedere quanto ti verrà a costare. Ogni centro, comunque, deve avere al suo interno un listino tariffario esposto che spieghi chiaramente servizi e prezzi.</p>
<p>Le prestazioni offerte dal Caf sono gratuite solamente per la trasmissione di modelli già precompilati dall’utente. È richiesto un compenso se invece gli incaricati dovranno occuparsi anche della compilazione.</p>
<p>I compensi per le attività di assistenza fiscale si aggirano intorno ai 15 euro per una dichiarazione dei redditi elaborata e trasmessa e di circa 26 euro nel caso di elaborazione e trasmissione di più dichiarazioni.</p>
<p>Le tariffe tuttavia variano anche a seconda dell’iscrizione o meno a determinati sindacati.</p>
<p>Una volta trasmessa la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate per via telematica, ogni Caf fornirà all’utente una copia di tutti i documenti inviati.</p>
<p>Per sapere quali sono tutte le sedi presenti in Friuli Venezia Giulia, puoi consultare il <a href="http://www.cafcisl.it/sedi.cfm?regione=Friuli%20Venezia%20Giulia">sito dedicato</a>. Troverai un elenco dettagliato per ogni provincia della nostra regione!</p>The post <a href="https://www.cislaltofriuli.it/caf-si-paga/">Caf si paga? Breve guida ai servizi e ai costi dei centri di assistenza fiscale italiani</a> first appeared on <a href="https://www.cislaltofriuli.it">Cislalto Friuli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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